Turismo, “il problema non è internet, è la programmazione che manca”

Franco Orio, presidente di Portofino Coast
Franco Orio, presidente di Portofino Coast

Franco Orio in diretta su Aldebaran: “La gente sceglie la meta delle vacanze on line ma anche in questa versione il punto fondamentale rimane essere appetibili e noi difettiamo di strategia”.

Di seguito, il contenuto dell’intervento di Franco Orio, presidente del consorzio Portofino Coast, questa mattina, all’interno del nostro programma “RadioAzione”.

 

Il Turismo è sempre più influenzato da una grandissima quantità di informazioni che si trovano principalmente in rete. Che impatto ha avuto questo fenomeno sull’economia turistica della nostra destinazione?

“Ormai la rete è diventata il principale strumento attraverso il quale i turisti non solo cercano informazioni su una destinazione, ma effettuano qualsiasi tipo di prenotazione e condividono le proprie esperienze, inserendo a loro volta in questo circuito globale una serie di notizie e opinioni che contribuiscono a creare la reputazione di un prodotto turistico. Di questo fatto è ovviamente necessario tener conto, perché gli strumenti di comunicazione,promozione e commercializzazione di una destinazione non possono più prescindere da un adeguato utilizzo della rete.

Si potrebbe parlare a lungo di questa tematica, che sta diventando sempre più fondamentale per il turismo. Quello che appare evidente però , al di la della conoscenza dei meccanismi di questo tipo di comunicazione e della capacità più o meno spiccata di un territorio di veicolare attraverso la rete i propri valori turistici , è che l’offerta turistica deve essere sempre adeguata alle esigenze dei potenziali visitatori, che, proprio grazie alla facilità di reperimento delle informazioni messe a disposizione della rete, sono ora in grado di valutare e confrontare qualsiasi aspetto di una proposta turistica, e di scegliere il prodotto più adatto alle loro aspettative.

In questo senso le regole del mercato non sono cambiate. Il prodotto che ha più successo è quello che meglio risponde alle esigenze della domanda, in termini di qualità, di disponibilità e di prezzo. La presenza della rete ha solo reso tutto molto più accessibile, aumentando la competizione, sia per quanto riguarda i contenuti sia per quanto riguarda l’aspetto economico dell’offerta, e allargandola a livello globale.

Per questo motivo una destinazione turistica deve continuamente porsi una domanda fondamentale: il nostro prodotto turistico è ancora competitivo?

Purtroppo per quanto riguarda la nostra destinazione non sempre questa domanda ha una risposta rassicurante. Accanto ad alcuni punti di forza, che ci hanno permesso nel tempo di diventare una destinazione famosa nel panorama turistico internazione, esistono purtroppo molti punti debolezza, ai quali, per una complessa serie di motivi, non riusciamo a porre rimedio”.

Quali sono a suo avviso i punti di forza e quelli di debolezza di questa destinazione e che cosa sarebbe necessario fare per ottenere un rilancio turistico del comprensorio?

“Su questo argomento si potrebbe scrivere un libro, e ormai sono troppi anni che ne parliamo senza ottenere risultati concreti. Tuttavia, volendo cercare di riassumere il discorso, potrei dire che dalla nostra parte abbiamo certamente un territorio straordinario dal punto di vista ambientale, paesaggistico e forse ( anche se questo è più difficile ormai da affermare) climatico, possiamo vantare una tradizione una lunga e prestigiosa tradizione di ospitalità, e possiamo ancora far riferimento al valore di alcuni “brand” riconosciuti e apprezzati a livello internazionale ( Portofino, la Riviera Ligure etc….).

D’altro canto però ormai da parecchio tempo ci accorgiamo che la nostra destinazione non è più in grado di offrire risposte convincenti ai suoi potenziali turisti o visitatori, che spesso sono mossi da motivazioni ed esigenze alle quali non siamo in grado di rispondere adeguatamente.

Il problema è prima di tutto strutturale. Volendo citare solo le questioni più importanti posso dire che:

La mancanza di collegamenti stradali, ferroviari e aerei adeguati, che consentano di ridurre i tempi e i costi di viaggio, rendendo maggiormente accessibile la nostra destinazione ci fanno perdere molto in competitività

La carenza di strutture e infrastrutture adeguate per l’organizzazione di eventi aggregativi, ma anche per il benessere, lo sport e il divertimento, rendono spesso inadatta questa destinazione per coloro che sono mossi da interessi specifici.

Un sistema ricettivo molto parcellizzato, rende difficile la gestione di strutture ricettive che sempre più spesso scelgono di chiudere durante il periodo invernale , impoverendo ulteriormente il tessuto turistico del territorio.

Poi ci sono aspetti più attinenti al prodotto, che in parte sono comunque ricollegabili a quelli strutturali sopra elencati.

La carenza di prodotti innovativi, capaci di trasformare il territorio in destinazione, la destinazione in prodotto turistico e il prodotto turistico in vera e propria esperienza turistica, fattore realmente vincente nella competizione globale tra le destinazioni.

La scarsa competitività della destinazione, dovuta in gran parte ai problemi strutturali sopra indicati.

Ma sopra a tutte queste considerazioni , come fattore negativo, io metterei senza ombra di dubbio l’incapacità finora espressa dal territorio di manifestare una comune volontà di affrontare le problematiche del turismo, primaria risorsa economica a livello locale, mettendo in campo strategie comprensoriali e ragionando in termini progettuali per un vero e proprio rilancio del turismo, che si ponga necessariamente obiettivi ambiziosi per il futuro”.