Treni, il Tigullio in rivolta contro le variazioni al Freccia Bianca

Da domenica 11 il nuovo orario tra le polemiche

Fondato un comitato spontaneo per opporsi alle variazioni di orario che penalizzano fortemente i pendolari: “Senza il Freccia Bianca molti lavoratori non riusciranno più a raggiungere il posto di lavoro”.

Da lunedì il Freccia Bianca non fermerà più nel Tigullio. Con l’entrata in vigore del nuovo orario 2012 (che in effetti partirà già domenica 11), per i pendolari si prospettano dolori e il disagio ha già fatto nascere un comitato spontaneo che protesta contro le modifiche e i tagli. “Abbiamo scoperto da pochissimi giorni la novità perché l’orario non era stato ancora esposto, anche se le voci circolavano da tempo – commenta Alessandro Burlando, tra i pendolari fautori del comitato – si tratta di una cancellazione drammatica per le persone che viaggiano dal Tigullio alla Lunigiana o a Pisa per lavoro, i quali non avranno più treni utili per poter raggiungere il posto di lavoro e che stanno pensando di licenziarsi perché non vedono altre soluzioni, considerando che andare in macchina costa in media cinque volte tanto”. Il comitato ha già raccolto centinaia di firme tra i pendolari e organizzato una petizione indirizzata ai presidenti delle Regioni Liguria e Toscana e altri esponenti politici, tra cui anche l’onorevole Mondello che ci ha offerto sostegno con le ultime interrogazioni parlamentari sui treni della Liguria.

L’onorevole Mondello intanto, dopo aver sottoposto il problema al question time in Parlamento, rimane a fianco dei pendolari per proseguire una battaglia che porti a individuare in modo condiviso i convogli euro star che dovranno fermarsi a Chiavari e Rapallo. “La scelta operata dai vertici di Trenitalia insieme al previsto aumento delle tariffe e alla soppressione di alcune tratte rappresenta un ulteriore e ormai intollerabile accanimento nei confronti dei cittadini liguri che si vedono sottratto il diritto costituzionalmente garantito alla mobilità – afferma l’onorevole – Il tutto è legato alla delicatissima questione del taglio ai fondi per il trasporto pubblico locale regionale, già fortemente penalizzante sia per il trasporto passeggeri che per quello commerciale, che ha portato recentemente addirittura all’ingiunzione da parte di Trenitalia verso la Regione Liguria della somma di circa 70 milioni di euro”.