Strade di emergenza sul Monte di Portofino, l’Ente Parco incontra gli ambientalisti

Il sentiero tra Nozarego e le Gave sul Monte di Portofino

Post mareggiata: il porto Carlo Riva di Rapallo ha iniziato a rinforzare la massicciata della diga foranea. La Procura vuole una perizia sulle due dighe crollate.

La gestione delle emergenze che seguono la mareggiata del 29 e 30 ottobre è sempre in primo piano. Ieri, al porto Carlo Riva di Rapallo, con l’arrivo sui camion dei pesantissimi scogli da diverse tonnellate e con l’azione delle gru, è iniziata l’operazione di rinforzo della massicciata rivolta verso il mare, ormai completamente sguarnita dopo la rimozione di molti degli scogli preesistenti e la distruzione del muro della diga. A tal proposito, “Il Secolo XIX”, questa mattina, apre l’edizione del Levante segnalando che la Procura di Genova ha affidato ad un ingegnere strutturista una perizia sulle due dighe, quella del Carlo Riva e quella del porto di Santa Margherita. Quanto, invece, al tema delle nuove strade di collegamento di Portofino, da usare nel periodo di assenza della strada provinciale e in caso di emergenza, si è svolto un incontro, presenti anche le associazioni ambientaliste, all’Ente Parco di Portofino. Secondo quanto riferisce il presidente, Paolo Donadoni, si è chiarito che “i lavori sono stati svolti, e sono in corso di svolgimento, da parte del comune di Portofino in somma urgenza”,  che “le opere eseguite dal comune di Portofino hanno natura temporanea e non intendono mutare in modo permanente e rilevante il territorio”. Nel dettaglio, “non è volontà dei tre sindaci realizzare strade carrabili destinate all’uso della collettività, ma soltanto – da Portofino Kulm – una pista forestale che (messa in sicurezza e migliorata) possa rendere disponibile in caso di necessità e urgenza un accesso a Paraggi e Portofino per i mezzi di soccorso, di antincendio, di protezione civile e di servizio, e – da Nozarego – un sentiero eventualmente percorribile da motoveicoli autorizzati solo ed esclusivamente durante la fase emergenziale”.