Stamattina il ministro Paola Severino ha visitato il nuovo Tribunale

Prima i "maratoneti" a Roma, poi il ministro a Chiavari

Blitz a sorpresa del Guardasigilli, che prima ha visitato il carcere di Chiavari e poi il vicino Tribunale in fase di ultimazione. Si riaccendono le speranze di una salvezza in extremis per il palazzo di giustizia. Le reazioni della politica.

Il ministro della giustizia Paola Severino questa mattina ha fatto tappa a Chiavari. Prima ha visitato il carcere e poi il nuovo tribunale, la cui costruzione è ormai quasi terminata. Una visita inattesa quella del ministro, che si è fermata a Chiavari sulla strada per Genova, dove era attesa in visita ai carceri di Marassi e Pontedecimo. A Chiavari Paola Severino ha spiegato che voleva vedere direttamente la struttura del nuovo tribunale, per prendere una decisione più ponderata in ordine alla sua eventuale chiusura.

La notizia della visita ha messo in fibrillazione il mondo della politica. Il ministro Severino non ha incontrato il comitato “Salva il tuo Tribunale”, ma comunque il presidente Gabriele Trossarello parla di “gran colpo” e su Facebook scrive: “E’ importante che il ministro abbia visto Chiavari perché poi sarà ancora più difficile passarci sopra”. Per il sindaco Roberto Levaggi la visita di oggi “è un grande passo avanti”. Commenta il primo cittadino: “Il segno che sia arrivata in città appositamente dimostra che l’interesse verso il Tribunale c’è. La vicinanza con il carcere e quindi il livello innovativo e all’avanguardia della struttura l’hanno colpita”. Per l’onorevole dell’UDC Gabriella Mondello siamo davanti ad fatto significativo che dimostra “l’interessamento del Guardasigilli di fronte alle motivazioni che in questi mesi hanno visto parlamentari, amministratori e associazioni di categoria hanno portato avanti compatti per salvare gli uffici giudiziari del Tigullio”. Il deputato del Pdl Michele Scandroglio infine auspica che questa visita “rappresenti un punto di svolta nella vicenda del Tribunale chiavarese” e rende pubblico il contenuto di una lettera inviata al ministro nella quale sottolinea che “la chiusura del Tribunale andrebbe nella direzione opposta a quella di un maggior risparmio per lo Stato e di una maggiore efficienza del servizio giustizia”.