Sanzioni pesanti per i bracconieri nei torrenti dell’entroterra

Le guardie Fipsas redigono un verbale
Le guardie Fipsas redigono un verbale

Entra in vigore oggi la nuova legge e le guardie Fipsas annunciano controlli stringenti: multe sino a 12mila euro e obbligo di risarcimento del danno (40 euro a esemplare) per chi peschi con tecniche vietate.

Scatta una vera e propria campagna anti – bracconaggio sulla pesca irregolare nei torrenti del nostro entroterra, annunciata dall’associazione Fi.Ma di Chiavari, che fornisce molte delle guardie volontarie per la sorveglianza delle acque interne. Da oggi, infatti, come riferisce Umberto Righi, entra in vigore la nuova legge nazionale che esplicita i divieti su pratiche diffuse, come la pesca con la corrente elettrica o con sostanza anestetiche, ovvero la candeggina. Stop anche all’utilizzo di reti tremaglio, palamiti, lenze morte. In particolare, la nuova legge inasprisce le sanzioni, che prevedono multe da 4.000 a 12.000 euro, denuncia penale con detenzione da due mesi a due anni, oltre al sequestro delle attrezzature da pesca, dei mezzi di trasporto, la sospensione delle eventuali attività commerciali di rivendita, il risarcimento del danno materiale all’ente gestore del corso d’acqua: quest’ultimo si calcola in 40 euro per ogni pesce catturato.