Rupinaro, un terzo degli argini è da rifare

L’incontro di stamattina con i frontisti

Un terzo degli argini del Rupinaro sono in cattivo stato, classificati dai tecnici con colori giallo o rosso dopo la campagna di perforazioni e analisi svolte nel 2019. È quanto detto, questa mattina, dal sindaco Marco Di Capua e dal responsabile del procedimento, Agostino Oliveri, ai circa settanta frontisti del Torrente riuniti nella sala consiliare del palazzo comunale. Quindi, “tra 2020 e 2021 si dovrà assolutamente intervenire sugli argini, che oggi sono pericolosi. Dobbiamo evitare ch win caso di piena si abbia un altro Parco Talassano”. I privati sono dunque invitati nel corso del mese di febbraio a recarsi all’ufficio tecnico, ultimo piano del palazzo delle Poste in piazza dell’Orto, per prendere accordi su tempi di intervento e divisione della spesa. Intanto si dovrà invece prendere la scelta definitiva sul progetto complessivo di mitigazione del rischio o messa in sicurezza del Rupinaro. Sono tre gli scenari possibili. Due intervengono, più o meno incisivamente, su argini e ponti. Il terzo è lo scolmatore. E’ stato dichiarato che l’orientamento dell’amministrazione, in attesa di fornire integrazioni preliminari alla Regione, è proprio per lo scolmatore e che quindi, ad oggi, si ragiona di interventi sugli argini di portata ridotta.