Ramaia, la minoranza interroga sulla questione inquinamento

Ramaia al centro dell’attenzione tra depuratore e inquinamento

Popolo per Sestri, Futuro per Sestri e Segesta Domani chiedono chiarezza su alcuni aspetti documentali relativi all’inquinamento della zona di Ramaia, individuata come idonea a ospitare il depuratore di vallata. Sul tema anche il Comitato per la salvaguardia del territorio di Santa Margherita di Fossa Lupara.

I consiglieri comunali Marco Conti (Popolo per Sestri), Albino Armanino (Futuro per Sestri), Gianfranco Scartabelli e Giancarlo Stagnaro (Segesta Domani) presentano un’interrogazione a risposta scritta sulla questione dell’inquinamento della zona di Ramaia, individuata come sito idoneo a ospitare il depuratore di vallata: “La scheda, datata 2012, allegata allo studio di valutazione tecnico-economiche delle diverse proposte di localizzazione del sistema depurativo commissionato dalla Città Metropolitana a Industria Ambiente srl nel 2015 cita il Comune come fonte in merito all’inquinamento della zona, ipotizzando un intervento di 5 milioni di euro per la bonifica – spiegano i consiglieri di minoranza -. La presentazione della depurazione nel Tigullio Orientale scaricabile dal sito web della Città Metropolitana indica invece interventi per 6 milioni e mezzo di euro nell’ambito della realizzazione dell’impianto nella stessa area”. Sulla base dei documenti si chiede quindi quali indagini preliminari sui parametri di inquinamento siano stati intrapresi dal Comune, quali misure di prevenzione siano state adottate, chi abbia eseguito i recenti carotaggi e con quali esiti e il perché della discordanza tra le stime dei costi della bonifica.
Sul tema del depuratore prende posizione anche il “Comitato per la salvaguardia del territorio di Santa Margherita di Fossa Lupara”, che si dichiara “indignato perché un Comune a vocazione turistica non è ancora dotato di un depuratore moderno, a fronte di una normativa comunitaria che sancisce l’obbligo dal 1991”. Quello previsto a Ramaia, però, secondo il comitato, sarebbe “un ecomostro camuffato da impianto sportivi, dove si giocherebbe a pallone a 8 metri di altezza sopra circa 50mila metri cubi di cemento”. Dopo lo scempio dell’inquinamento da parte della fabbrica di mattoni e della miniera di Libiola, su cui non c’è certezza sulle modalità di bonifica, Santa Margherita di Fossa Lupara non può continuare a pagare un prezzo così alto”.