Parte la gara per spazzamento e raccolta differenziata a Cogorno e in Fontanabuona, ma c’è polemica sui tempi

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Novità e polemiche a Cogorno

La giunta comunale di Cogorno, ente capofila, ha approvato il bando di gara. L’affidamento doveva essere quadriannale, ma si rischia una durata di appena sei mesi. E proprio da Cogorno parte la polemica.

La giunta comunale di Cogorno ha approvato il bando di gara per appaltare il servizio di raccolta e spazzamento del bacino unico di affidamento n. 2. Il bando coinvolge 15 Comuni della Val Fontanabuona e Cogorno è l’ente capofila. E proprio da Cogorno parte la polemica. L’iter è infatti iniziato nel lontano 2015 a seguito di una delibera della Città Metropolitana e la gara doveva prevedere l’affidamento del servizio per quattro anni, dal 2017 al 2020. “Solo oggi però siamo stati messi nelle condizioni di approvare un capitolato di gara, che probabilmente vedrà partire il nuovo servizio solo nella tarda primavera del 2020 – lamenta l’assessore Sergio Segalerba – Ammortizzare i costi in quattro/cinque anni, come abbiamo sempre chiesto noi Amministrazioni coinvolte, ha un impatto ben diverso rispetto a dover essere obbligati ad ammortizzarli in sei mesi come ci viene ora imposto”. La speranza è quella di una proroga fino a tutto il 2022, proroga però ad oggi mai formalizzata. Tornando alla gara, sarà europea e verrà espletata dalla Città Metropolitana. Prevede alcune novità, come l’introduzione dello spazzamento meccanico e la rimozione dei cassonetti del secco in collina, sostituiti dai sacchetti con i codici a barre per la frazione indifferenziata. “Vogliamo iniziare a introdurre il concetto di raccolta differenziata puntuale – spiega Segalerba – anche se il percorso è ancora culturalmente molto lungo”.