Omicidio Macchi, trent’anni alla convivente

Non vengono riconosciute le attenuanti: massimo della pena alla Lohninger. Il Tribunale di Chiavari ha condannato a 30 anni di reclusione, il massimo della pena possibile con il rito abbreviato, Joanna Malgorzata Lohninger, la sessantenne polacca riconosciuta colpevole dell’omicidio del compagno, l’imprenditore varesino Alessandro Macchi, ucciso nella sua villa di Rapallo il primo novembre 2008. La sentenza del gup, Mauro Amisano, chiude il processo di primo grado a carico della donna, accogliendo la richiesta di pena avanzata, nella precedente udienza, dal pm, Francesco Brancaccio. Alla donna non è stata assegnata l’aggravante dei motivi abbietti, ma neppure concesse le attenuanti generiche richieste dalla difesa. L’avvocato Mario Iavicoli ha infatti sostenuto che l’omicidio era maturato in un clima di umiliazioni e vessazioni, e che la premeditazione non era stata provata. Lo stesso legale, uscendo dal palazzo di piazza di Nostra Signora dell’Orto, ha preannunciato il ricorso in Appello. La famiglia della vittima, costituita parte civile, ha avuto il riconoscimento del diritto ad un risarcimento, da quantificarsi in separata sede.


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