“Nuovi pozzi e nuove condotte per salvare il Lavagna”

Un tratto (asciutto) del Lavagna

Le proposte di Umberto Righi, rappresentante dei pescasportivi, per il torrente quasi in secca. A Chiavari, Viarengo e Canepa propongono un “contratto di fiume” per l’Entella.

Grande interesse, con l’avanzarsi di nuove proposte, suscita il tema della gestione dei corsi d’acqua e delle risorse idriche nel Tigullio. A Chiavari, i consiglieri comunali Giorgio Canepa e Getto Viarengo presenteranno al consiglio comunale di guovedì prossimo un ordine del giorno, che riprende la proposta dell’associazione “Il bandolo”, per la creazione di un “contratto di fiume” relativo al bacino dell’Entella. Si tratterebbe di “uno strumento per favorire il coordinamento e la concertazione” di tutti i soggetti interessati e coprirebbe “tutti quegli aspetti che servono per valorizzare il bacino idrico” e quindi, oltre alla tutela ambientale, anche “industria, artigianato, agricolturo, aspettio culturali”. Dopo il voto nel consiglio di Chiavari, i due si propongono di coinvolgere le altre amministrazioni comunali, ma anche associazioni e gruppi organizzati del territorio.

La situazione del torrente Lavagna, con livello idrico, attualmente, bassissimo, se non prosciugato, in alcun tratti, preoccupa, invece, i pescasportivi. Così, Umberto Righi lancia, oggi, alcune proposte, a cominciare dalla revisione delle condotte che collegano i vari acquedotti: “Specie quella che porta l’acqua in Riviera – dice – è ormai inadeguata, perché calibrata per una utenza abitativa e industriale molto sottostimata. A questo si aggiungono perdite nella rete”. Tra le proposte di Righi, anche la creazione di nuovi pozzi, il mantenimento, come da leggi nazionali e regionali, di un minimo deflusso vitale all’interno dell’alveo, e poi, i bacini di accumulo scavati nei campi lungo il tratto tra Coreglia e Carasco, che “garantirebbero l’acqua per agricoltura e divertimento per gli appassionati di pesca”, e lo sfruttamento dell’acqua del mare, che “potrebbe essere opportunamente trattata per utilizzi industriali, irrigui e per riempire le piscine”. Come conclusione, Righi auspica anche “idee e progetti per creare un ente gestore del bacino imbrifero dell’Entella, che comprende tutto lo spartiacque delle valli Lavagna, Sturla e Graveglia, e completarsi con l’Aveto per diritti di territorialità”.