Nuova denuncia per il funzionario corrotto dell’Agenzia delle Entrate

Indagine della compagnia di Chiavari
Indagine della compagnia carabinieri di Chiavari

I carabinieri trovano nel computer di casa i dati di un’altra contribuente, che dice di non avere avuto minacce o richieste. Ci sarebbe, però, il reato di intrusione abusiva nel sistema informatico.

Dalle indagini dei carabinieri della compagnia di Chiavari emergono nuovi, potenzialmente pesanti, elementi circa Rosario Puglisi, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate, chiavarese, arrestato lunedì per il tentativo di peculato nei confronti di Pierluigi Lugano, il titolare dell’enoteca Bisson, al quale aveva chiesto 10mila euro per evitare controlli fiscali. I militari, infatti, hanno sequestrato il computer alla postazione di lavoro dell’uomo, nella sede dell’Agenzia delle Entrate in via Fiume, a Genova, e verosimilmente la procura della Repubblica del capoluogo affiderà ad un perito il compito di passarlo al setaccio, per verificare cosa il funzionario possa aver commesso in passato. Si cerca di capire, infatti, se ci siano stati altri casi di imprenditori che hanno subito richieste di denaro e magari vi si siano adattati. Da una perquisizione domiciliare, i militari hanno riscontrato che, nel pc personale di Puglisi, erano contenuti i dati relativi ad una contribuente chiavarese, titolare di negozi di abbigliamento, estrapolati nel dicembre scorso. La donna ha smentito di avere avuto contatti, e quindi minacce o richieste, dal funzionario. Questi, però, è stato ulteriormente denunciato in base all’articolo 615 ter del codice penale, per l’intrusione abusiva in sistema informatico. Benché autorizzato, evidentemente, per lavoro, all’utilizzo del sistema dell’Agenzia, infatti, l’uomo ne avrebbe fatto, secondo i carabinieri, un uso che travalicava il consentito: il reato, se commesso da pubblico ufficiale, prevede una pena da uno a cinque anni.