Non è con La Spezia il futuro del Tigullio

Si discute l'eredità della Provincia

La città metropolitana di Genova destinata a inglobare tutto il territorio dell’attuale Provincia, peraltro senza abolire i Comuni. Rimane da decidere come verrà nominato il super – sindaco.

Non è con La Spezia il futuro del Tigullio. Oggi, infatti, si tiene a Bologna la riunione tra i vertici delle dieci province destinate a diventare città metropolitana, tra cui quella di Genova, rappresentata dal commissario straordinario, Piero Fossati. Nel frattempo, filtrano anticipazioni importanti su quanto viene discusso. Il decreto legge del Governo, infatti, prevede, salve eccezioni che, per ora, non sono state delineate, che il territorio della nuova città metropolitana corrisponda a quello della Provincia, che, quindi, nel nostro caso, arriverebbe sino a Moneglia. Rispetto a quanto sancito dalla vecchia legge del ’90, però, questo nuovo organismo non cancellerebbe i Comuni presenti sul territorio, che continuerebbero, quindi, a mantenere le loro competenze, assumendo anche quelle su edilizia scolastica e formazione professionale, che appartenevano alle province. La città metropolitana, invece, si occuperebbe della pianficazione della rete infrastrutturale: dal primo gennaio 2014, pertanto, passerebbero ad essa questioni come il prolungamento di viale Kasman. All’inizio, il sindaco della città metropolitana sarà quello di Genova, poi si deciderà se eleggerne uno specifico, tra tutti i sindaci del territorio, o a suffragio universale, come era per il presidente della Provincia. Il sindaco sarebbe affiancato da un consiglio della città metropolitana, sempre composto da primi cittadini, da 12 a 18 membri: tutte cariche, queste, che non prevedono emolumento.