Monta la protesta di chi non può lavorare

Bar e ristoranti possono lavorare solo con asporto e domicilio

Cresce il malcontento degli operatori commerciali e della ristorazione che ancora non possono riaprire le attività, a fronte dei provvedimenti del governo, che hanno collocato al 18 maggio ed al primo giugno la riattivazione, rispettivamente, dei negozi di abbigliamento e delle attività di ristorazione con pubblico e dei parrucchieri. Martedì sera, in particolare nel Golfo Paradiso e nel Tigullio Occidentale, molte attività hanno alzato le serrande a acceso le luci, come forma di protesta. Ieri mattina, a Camogli e Santa Margherita, i rappresentanti del mondo del commercio hanno consegnato le chiavi dei negozi ai rispettivi sindaci. A Chiavari, stanno prendendo corpo, attraverso i social, due proteste organizzate, in vista di lunedì mattina, giorno di riapertura delle fabbriche. Per quanto riguarda i titolari delle attività che restano chiuse, l’iniziativa parte da Gianluca Sarpi, che dice di avere con sé una ottantina di commercianti, che apriranno, ovviamente senza far entrare clienti, in segno di protesta.