Lavagna, interrogatori di garanzia: Mondello respinge le accuse, il sindaco e Talerico scelgono il silenzio

L'ex parlamentare Mondello ha respinto le accuse
L’ex parlamentare Mondello ha respinto le accuse

Nel giorno degli interrogatori di garanzia per l’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose a Lavagna, il sindaco Giuseppe Sanguineti e il consigliere comunale Massimo Talerico hanno scelto di non rispondere, mentre l’ex parlamentare Gabriella Mondello ha respinto tutte le accuse di fronte al gip.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti e il consigliere comunale Massimo Talerico, comparsi oggi di fronte al gip Carla Pastorini insieme all’ex parlamentare ed ex sindaco Gabriella Mondello per gli interrogatori di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose a Lavagna, che lunedì ha portato anche all’arresto dei tre fratelli Nucera, Paolo, Antonio e Francesco, e dei due fratelli Rodà, Francesco e Antonio. Mondello, sottoposta ai domiciliari così come Sanguineti e Talerico, ha respinto invece tutte le accuse e al giudice per le indagini preliminari ha detto di non aver “mai fatto riunioni a tavolino per favorire nessuno in cambio di voti”. L’ex parlamentare si è difesa aggiungendo di aver dato il proprio appoggio al sindaco Giuseppe Sanguineti perché era “una brava persona”, mentre di Paolo Nucera, tra gli arrestati di lunedì, dice “era considerato da tutti un gran lavoratore, con qualche precedente ma nulla di grave come quanto gli viene contestato in questi giorni”. In merito alle intercettazioni telefoniche, Mondello ha spiegato al gip “sono sempre stata riservata, non parlavo mai molto, ma non perché avessi nulla da nascondere” e ha commentato: “Adesso posso finalmente riposarmi. Nel mio ufficio continuano a bussare alla porta per chiedermi favori. Adesso potrò dire che non posso aiutare nessuno”. Domani sarà la volta degli interrogatori in carcere per i cinque sospettati di far parte del clan Rodà-Casile.