La protesta del terzo settore in Regione

L'aula del consiglio regionale

Contestato il taglio del 5% nelle tariffe per la cura di anziani, disabili, tossicodipendenti e malati psichiatrici. In mattinata si prevede l’incontro con i rappresentanti del consiglio regionale.

E’ andata in scena, questa mattina, la protesta degli operatori impegnati, in Liguria, nelle case di riposo e di cura che seguono anziani, disabili, tossicodipendenti e malati psichiatrici. Una folta delegazione di questi, infatti, si è presentata in consiglio regionale, contestanto la delibera 1749, emanata dalla giunta regionale lo scorso 29 dicembre, che prevede un taglio del 5% delle risorse sulla residenzialità extraospedaliera: in pratica, si prevede la possibilità di erogare gli stessi servizi, pagandoli agli operatori il 5% in meno. In particolare, da Chiavari e dal Tigullio sono giunte nel capoluogo circa sessanta persone, operatori del Centro Acquarone del Villaggio del Ragazzo e familiari degli assistiti. Si chiede alla Regione di ragionare su meccanismi condivisi di riduzione dei costi, anziché appicare il taglio cosiddetto “orizzontale”, che non distingue tra strutture grosse e piccole, tra possibilità, o meno, di rivalersi della perdita con le assistenze di natura privatistica. Nel Tigullio, sono quindici le residenze protette convenzionate con la Asl, più, ovviamente, le strutture del Villaggio del Ragazzo che si occupano di tutte e quattro le categorie disagiate oggetto del nuovo provvedimento. Dopo il normale inizio della seduta, il consiglio si è fermato ed i rappresentanti dei gruppi devono incontrare prima una delegazione dalla Val di Vara, poi, appunto, i delegati del terzo settore.