La nuova stretta sulla possibilità di circolare: chi deve chiudere (entro giovedì per le imprese)

Alla Fincantieri la chiusura era già scattata

Nuova stretta sulla possibilità di circolare. Per limitare la circolazione del coronavirus, in base al decreto preannunciato sabato sera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, molte attività produttive sono ferme da oggi, sebbene per le industrie ci sia tempo sino a mercoledì compreso, per adeguarsi. Si tratta di industrie tessili (a parte articoli tecnici), del tabacco, silvicoltura, estrazione di minerali, confezioni di articoli di abbigliamento, industria del legno, fabbricazione di articoli in paglia e di prodotti in metallo, fabbricazione di computer, elettronica, orologi e ottica. Stop alla costruzione di edifici e alle fabbricazioni di autoveicoli, mezzi di trasporto in genere, mobili, alle industrie manifatturiere, tranne la fabbricazione di strumenti e attrezzature protettive e di sicurezza e quella delle casse funebri. Sul fronte del commercio, cambia poco: stop, comunque, a quello di autoveicoli e all’ingrosso. Nei servizi, chiudono attività immobiliari, pubblicità e ricerche di mercato, noleggio, ricerca e selezione del personale, agenzie di viaggio, servizi investigativi privati, cura e manutenzione del paesaggio. Formalmente, anche se di fatto erano ferme, sono vietate attività di intrattenimento, culturali, sportive, organizzazioni e organismi extraterritoriali. Con il provvedimento di sabato, è vietato a chiunque uscire dal territorio del proprio Comune, se non per le comprovate esigenze di lavoro (nei settori che proseguono l’attività) e di approvvigionamento, da esercitare comunque nei punti vendita della propria zona.