La delusione dei sindacati per la vicenda dell’ex Tributi Italia di Chiavari

I lavoratori di Serti in via Martiri della Liberazione
I lavoratori di Serti in via Martiri della Liberazione

“In questi sei anni nonostante le sollecitazioni del sindacato nessuna amministrazione comunale e in primis Chiavari, si è preoccupata di trovare soluzioni” dicono i sindacati.

Lunedì prossimo, dopo oltre sei anni, si chiuderà definitivamente la vicenda ex Tributi Italia, poi Serti Spa, ora Novares, acquistata dalla Federazione Italiana Tabaccai. Un’azienda che occupava in Italia circa mille persone e in Liguria 150, di cui 100 nella sede di Chiavari. “Oggi le 13 rimaste sono costrette a licenziarsi perchè impossibilitate a trasferirsi a Palermo per ragioni familiari e logistiche, unica sede di lavoro, poiché Chiavari oltre ad essere inagibile per la passata alluvione era di proprietà di una Banca. Una tragedia per i dipendenti, una sconfitta per il sindacato e una totale assenza colpevole da parte delle istituzioni”. Ad esprimersi così sono Antonella Ortelio, Filcams Cgil, ed Andrea Sanguineti, Cisl Liguria e Area Metropolitana.  “Tributi Italia non era una azienda manifatturiera esposta ai rischi del mercato e della concorrenza, riscuoteva tributi in tutta Italia e per molti comuni della Liguria e del Tigullio. In questi sei anni nonostante le sollecitazioni del sindacato nessuna amministrazione comunale e in primis Chiavari, si è preoccupata di trovare soluzioni”, dicono ancora i sindacalisti, che aggiungono: “Abbiamo chiesto ultimamente all’assessore regionale al lavoro Berrino e al sindaco Levaggi di tentare un intervento con l’azienda ma nulla di concreto è stato fatto. Le istituzioni, prima fra tutte la Regione, non sono state capaci di convocare un tavolo di confronto con l’Associazione Tabaccai”. Dopo sei anni dei 150 lavoratori in regione solo quattro sono stati reimpiegati nella riscossione tributi, due a Rapallo e due a Spotorno”. Ortelio e Sanguineti, nel rimarcare amarezza e delusione per tale vicenda, ringraziano anche a nome dei lavoratori, l’ex assessore regionale Enrico Vesco, l’unico amministratore, dicono, che ha combattuto insieme ai dipendenti per difendere i posti di lavoro.