La condanna degli Agostino: le motivazioni dei giudici sul caso Preli

Il sindaco di Chiavari Vittorio Agostino

Pubblicate oggi sulla stampa. Si parla di “sodalizio criminoso” che avrebbe voluto condizionare a favore di Alessandro Agostino progettazione e vendita dei nuovi immobili di Preli.

Sono state depositate, da parte dei giudici della Corte d’Appello di Genova, le motivazioni della sentenza che condanna Vittorio e Alessandro Agostino, rispettivamente, a sei e quattro anni di carcere, per la tentata concussione in merito alla vicenda Preli. Ampi stralci del testo sono stati pubblicati oggi dal Secolo XIX. Secondo i giudici genovesi, infatti, “un soldalizio criminoso” avrebbe cercato di assegnare ad Alessandro Agostino l’intera operazione di riqualificazione dell’area già del cantiere navale, con progettazione, realizzazione e vendita degli immobili che ne sarebbero derivati, a scapito degli effettivi proprietari. Questa operazione sarebbe stata condotta potendo contare sul ruolo istituzionale del padre Vittorio, adesso nuovamente sindaco di Chiavari. Determinante la testimonianza dell’agente immobiliare che la proprietà aveva incaricato della vendita degli immobili, che ha dichiarato in aula di aver ricevuto pressioni per indurre la proprietà a cedere tutto ad Agostino. Alla riapertura dei tribunali, i legali degli Agostino avranno i canonici quaranta giorni per presentare il ricorso in Cassazione, individuando nella sentenza d’Appello potenziali vizi di forma e procedura. Senza il terzo grado di giudizio, comunque, la sentenza, che impone anche l’interdizione dai pubblici uffici, non è esecutiva.