Il Tigullio vuole trattare con la Regione

Claudio Muzio tra i promotori dell'emendamento

Il Consiglio delle autonomie locali approva il testo che destina la zona alla Città metropolitana di Genova, ma con un emendamento per un progetto specifico per il territorio.

Il Tigullio chiede tempo e chiarezza. Ieri, infatti, il Consiglio delle autonomie locali ha deliberato la propria opinione sulla riorganizzazione del territorio della Liguria. Si registra il voto contrario o l’astensione dei rappresentanti dei territori di Imperia e Savona, evidentemente contrari alla fusione delle loro Province. Sull’altra Riviera, si è definito, ufficialmente, che la Città metropolitana di Genova dovrà inglobare il territorio di tutta la Provincia di Genova attuale, Tigullio compreso, lasciando alla Provincia della Spezia i suoi confini di oggi. Però, i tre rappresentanti del Tigullio nel Cal, ovvero i sindaci di Casarza, Claudio Muzio, e Tribogna, Corrado Bacigalupo, oltre al presidente del consiglio comunale di Moconesi, Enrico Bertucci, hanno fatto inserire nel testo una richiesta precisa: nei prossimi venti giorni, prima del proprio, definitivo, pronunciamento, la Regione dovrà confrontarsi con i Comuni del Tigullio e definire “insieme a loro” un progetto comune capace di tenere conto delle istanze e delle volontà di quei territori”.