“Il Profeta”, l’operazione che incastra 25 spacciatori

Una foto del principale indagato e della sua bella vita

Viveva senza un domicilio ma postava insistentemente sui social, in particolare Instagram, le immagini di banconote, cellulari, champagne, e vestiva sempre firmato: una bella vita che gli era garantita dallo spaccio di stupefacenti.  ”. E’ un ventenne di origine marocchina, arrestato dal commissariato di polizia di Chiavari, insieme a due connazionali di 17 e 21 anni e ad un 22enne afgano, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Il Profeta”, come da soprannome della figura centrale di quella che è risultata una vera banda dello spaccio, con clienti anche minorenni e disponibilità di  cocaina, hashish e marijuana e un appartamento del centro storico di Lavagna come base operativa, anche se, durante il lockdown, funzionava anche la consegna a domicilio dei clienti. L’indagine è durata diversi mesi e vede il sequestro di circa 6 chili di stupefacenti e altri 21 pusher finiti nella rete e tutti denunciati per il reato di spaccio. I quattro protagonisti sono denunciati anche per furto e ricettazione, in riferimento a episodi sia di furto in appartamento sia di ricettazione di motoveicoli risultati rubati e utilizzati per gli spostamenti criminosi. Anche in questo caso, a tradire è stato il cellulare di uno dei pusher, nel quale sono state trovare fotografie scattate in un appartamento svaligiato.