“Il Parco di Portofino grande risorsa per il nostro territorio”

Franco Orio, presidente di Portofino Coast
Franco Orio, presidente di Portofino Coast

Franco Orio su Radio Aldebaran agli 81 anni dell’area protetta: “Non servono tante attrattive turistiche. Ci vogliono quelle di qualità e serve coordinamento per valorizzarle tutte”. 

Riportiamo l’intervento di Franco Orio, presidente del Consorzio Portofino Coast, tenuto questa mattina nel nostro programma RadioAzione.

Il Parco di Portofino si prepara a festeggiare gli 81 anni dalla sua fondazione con una serie di iniziative mirate a farne scoprire e vivere la bellezza. Che cosa significa per il nostro comprensorio la presenza di un’ area naturale protetta come questa?

Le aree naturali protette rappresentano contemporaneamente strumenti di difesa e tutela della natura e un’importante fonte di sviluppo economico sostenibile. La tutela dell’ambiente comporta alcuni vincoli e restrizioni nell’uso del territorio, e richiede adeguate politiche di gestione. Per molto tempo ha prevalso una visione conservatrice che mirava all’inalterato mantenimento del valore estetico, artistico e naturalistico delle aree protette, impedendo qualsiasi attività esterna.

Gradualmente si è poi passati ad una visione più aperta che interpreta l’area protetta non più come un limite ma come un vantaggio competitivo per il territorio.

Anche nel nostro comprensorio la situazione è matura per un miglioramento qualitativo degli interventi che a mio avviso dovrebbero essere sempre più  mirati a garantire alle Aree Protette una capacità di spesa basata sull’auto-finanziamento.

Il concetto di ecoturismo è quello che calza maggiormente per i visitatori dei parchi naturali e si differenzia dal turismo sostenibile in quanto la sostenibilità non è una tipologia di turismo ma  una condizione del turismo.

Il Parco naturale rappresenta un’attrazione turistica che in un certo senso è monodimensionale, in quanto costituita essenzialmente dalla sua componente naturalistica. Il rischio ovviamente è quello legato ad uno sfruttamento eccessivo di questa attrattiva che potrebbe causarne uno scadimento qualitativo.

Per questo motivo a mio avviso è necessario inserire l’attrattiva naturalistica del Parco di Portofino in un’ottica comprensoriale, all’interno della quale gli equilibri vanno ricercati in una sapiente gestione delle varie risorse ambientalistiche, culturali, artistiche e paesaggistiche dell’intero  comprensorio, che fortunatamente sono molte e importanti.

 

Come si può ottimizzare la fruizione delle nostre risorse naturalistiche  integrandola con le altre attrattive turistiche del comprensorio?

Il discorso è complesso e ancora una volta bisogna parlare di concertazione e di programmazione. Di strategia insomma. Lo sviluppo turistico di un comprensorio ha bisogno di una vera e propria strategia, all’interno della quale le risorse turistiche dello stesso possono trovare terreno fertile per uno sviluppo armonico.

Siamo tutti sulla stessa barca, e dobbiamo tutti remare verso obiettivi comuni, che vanno individuati con precisione e perseguiti con determinazione.

E vorrei sottolineare che la consapevolezza dei propri obiettivi e delle proprie strategie, non può essere mirata solamente allo sviluppo quantitativo indiscriminato delle presenze turistiche, ma deve piuttosto puntare al prolungamento della stagionalità, alla sostenibilità dei flussi  in determinate aree particolarmente fragili, alla differenziazione dell’offerta, alla crescita professionale degli operatori, e più in generale alla crescita della qualità sia del prodotto turistico che del contesto ambientale, sociale ed economico del nostro comprensorio.