Il dissesto del Comune di Lavagna e le motivazioni della Corte dei Conti

comune Lavagna
La Corte dei Conti ha detto no al Comune di Lavagna

Tasse non riscosse, dipendenti in eccesso, eccessivi mutui, contenziosi persi senza accantonamenti prudenziali: la deliberazione che boccia il bilancio ed il piano di rientro del Comune pubblicata da “Repubblica”.

Dissesto stimato in 11 milioni di euro e riconducibile a diversi fattori. Intanto, milioni di tasse non riscosse, in particolare per quanto riguarda la tassa sui rifiuti e l’Imu negli anni tra il 2013 e il 2017 ma anche dal 2002 al 2008. E’ stato il quotidiano La Repubblica a diffondere, anche nella sua versione on line, le motivazioni con cui la Corte dei Conti della Liguria ha spiegato la bocciatura del bilancio di Lavagna e del piano di rientro elaborato dalla commissione straordinaria che regge, attualmente, il Comune. Si parla anche di un ricorso all’indebitamento assolutamente eccessivo e di un numero di dipendenti superiore al dovuto. Pesano anche i numerosi contenziosi, quasi tutti persi, non coperti da accantonamenti prudenziali. Secondo la deliberazione, saranno da verificare eventuali responsabilità personali degli ex amministratori e dei revisori dei conti che si sono succeduti negli anni.