“I conti di Lavagna”, parla solo Antonio Rodà

Proseguono le indagini
Proseguono le indagini

Quattro dei cinque finiti in carcere si sono avvalsi della facoltà di non rispondere di fronte al gip, mentre Antonio Rodà ha negato ogni addebito. Intanto il Pd torna a chiedere le dimissioni del sindaco, mentre il Partito Comunista dei Lavoratori annuncia che parteciperà alle prossime elezioni.

Quattro dei cinque finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘ndragheta a Lavagna hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte al giudice per le indagini preliminari Carla Pastorini. L’unico a parlare è stato Antonio Rodà, il quale è accusato di associazione mafiosa ed ha negato ogni addebito. Intanto, la Federazione del Tigullio del Partito Democratico torna a chiedere al sindaco di dimettersi ed invita i consiglieri del “Movimento per Lavagna” a chiudere un’esperienza politica definita “ormai agonizzante sotto il peso dello scandalo che l’ha investita”. Il Pd terrà un presidio sabato dalle 10 alle 12.30 in Piazza Vittorio Veneto. Già pensa invece alle elezioni il Partito Comunista dei Lavoratori, che annuncia la presenza di una propria lista. Nei prossimi giorni il partito promuoverà degli incontri e renderà pubblici i dettagli dell’operazione.