Gambatesa, spesi un milione e mezzo di euro: tutto chiuso

Le casermette del Monte Penna, rifugio mai aperto

La denuncia del consigliere regionale Ezio Chiesa: “Il rifugio inaugurato nel 2009 non è mai stato attivato. Da fine marzo, è chiusa anche la minera, senza che il Parco abbia elaborato una strategia”.

Ottocentomila euro spesi per realizzare il rifugio, inaugurato nel 2009, 650mila euro dati dalla Regione all’Ente Parco dell’Aveto per l’acquisto del sito dalla ditta che esercitava la concessione mineraria. Tutti soldi pubblici che, al momento, sembrano andati in fumo. E’ la segnalazione che il consigliere regionale Ezio Chiesa, Liguria Viva, lancia a proposito del sito di Gambatesa, nell’alta Val Graveglia: “Da fine marzo, l’interno della miniera non è più visitabile, perché scaduto il contratto di servizio con la ditta Silma, che esercitava l’attività estrattiva, e restituita la concessione mineraria – dice Chiesa -. Si trattava di una scadenza nota da tempo, di fronte alla quale, però, il Parco dell’Aveto non ha preso provvedimenti preventivi”. Il rifuguio costato 800mila euro, invece, “dopo l’inaugurazione non è mai stato aperto. Sembra che manchi l’abitabilità. Già tutto arredato, è destinato al deterioramento”. Cosa si può fare ora? Secondo Chiesa, “il sito deve essere riattivato con la concessione mineraria, altrimenti sarà impossibile recuperarlo sotto il profilo pure turistico. E all’Ente Parco serve una strategia complessiva di gestione delle proprie strutture, che, oggi, non c’è”. Questo viene dimostrato, secondo Chiesa anche da altri esempi: “Prendiamo le casermette del Penna, dove i lavori di ristrutturazione dovrebbero essere ultimati, ma che non vengono assegnate ad un gestore, né aperte a fini turistici”.