Gambatesa, Pesce: “Il Comune non è responsabile della chiusura”

Il rifugio mai entrato in funzione

Dopo il lungo dibattito in consiglio regionale e le polemiche sull’impossibilità di visitare la miniera, l’amminsitrazione di Ne parla del rifugio: “Non ha l’abitabilità perché non ci è stata richiesta con la documentazione”.

Dopo il lungo dibattito in consiglio regionale, il tema della chiusura della Miniera di Gambatesa continua a tenere banco. In particolare, il Comune di Ne, attraverso le parole del sindaco, Cesare Pesce, nega responsabilità nel mancato funzionamento del sito. Rispondendo all’interrogazione di Ezio Chiesa, infatti, l’assessore all’Ambiente, Renata Briano, aveva attribuito la mancata apertura del rifugio, inaugurato, addirittura, nel 2009, al fatto che il Comune non avesse rilasciato il titolo abitativo, “in quanto sono risultate scadute o non regolari le autorizzazioni esistenti nel 2009 relative alla derivazione dell’acqua e alle fognature”. Precisa, allora, Pesce: “Il titolo abitativo non poteva essere rilasciato, in questo lo stesso non era mai stato richiesto” e poi “la documentazione necessaria, peraltro solo parziale, è pervenuta agli atti del Comune, da parte dell’Ente Parco, proprietario del sito, in data primo agosto 2012”, e quindi soltanto ieri.