Funghi, pochi ma ambiti: le regole

Gli ambitissimi porcini
Gli ambitissimi porcini

La stagione partita in ritardo sembra migliore dell’anno scorso ma la produzione nei nostri boschi è comunque limitata. Ricordarsi: il tesserino è necessario, il limite di peso consentito per la raccolta è di 3 chili, non è consentito il rastrello.

Non sono molti, dopo le punte che si erano registrate a fine settembre, i funghi presenti nei boschi del Levante, appannaggio dei cercatori più esperti, a conoscenza delle fungaie più produttive. Va forse meglio rispetto all’anno scorso, che fu un pessimo anno, ma comunque si è già ad ottobre inoltrato e quindi incombe il pericolo del freddo che chiuderebbe la stagione. Intanto, però, molti continuano a recarsi nei boschi senza rispettare le regole e, sulla scorta di una nota inviata dall’esperto Umberto Righi,le ricordiamo. Gli ambiti di raccolta sono divisi in boschi liberi, consorziati e demaniali. In quelli liberi non è richiesta autorizzazione e vige il limite di 3 chili di funghi al giorno. In quelli consorziati, occorre munirsi di tesserino. Per i porcini, il limite di 3 chili è ulteriormente limitato da quello di 1 chilo per la specie “ovolo buono”, la amanita caesarea. I funghi devono essere raccolti per intero, per essere riconoscibili, e collocati in un contenitore retinato, per far diffondere le spore. E’ consentito l’uso di un bastone, pur di non danneggiare i funghi, vietati quello di rastrelli e uncini che danneggino lo strato umido.