“Dragare l’Entella o resteremo con il terrore”

L'esondazione dell'Entella di sabato sera
L’esondazione dell’Entella di sabato sera

L’appello del pescasportivo Umberto Righi dopo la nuova esondazione: “Un tempo il fiume era profondo diversi metri, ora la foce è insabbiata. Occorre togliere la ghiaia, senza aspettare grandi opere”.

Archiviato l’ennesimo allarme piena, con l’Entella esondato nella serata di sabato, Umberto Righi, storico rappresentante dei pescasportivi locali, rinnova un appello alle istituzioni rimasto, sinora, inascoltato. Con la premessa che “un tempo l’Entella era profondo anche diversi metri” e che, con il tempo, si è invece assistito ad un progressivo insabbiamento, Righi scrive: “Oggi vi sono leggi che impediscono l’asportazione della ghiaia, ma a fronte di pericoli del tutto reali, come una esondazione del fiume, mi sembra sensato valutare una asportazione della ghiaia nel tratto finale dell’Entella, in primo luogo alla foce, dove, ormai da diversi anni, in tempi di magra, il fiume si attraversa in ciabatte”. La valutazione dell’abituale frequentatore del corso d’acqua è che “questi lavori, con gli opportuni nulla osta di Regione e Provincia, potrebbero essere di immediata realizzazione, a patto di volerlo fare, mentre i progetti in essere vedrebbero non solo un enorme dispendio di denaro, ma complessità operative che non possono risolversi in tempi brevi, dovendo, quindi, vivere ancora per anni con il terrore Entella”.