Consorzi funghi, cambiano le proposte di legge regionale

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Gli ambitissimi porcini

La continguità del territorio diventa requisito preferibile ma non obbligatorio della proposta di legge 5 Stelle. Prosegue il dibattito sull’obbligo di pettorina, contraria l’Unione Fungaioli Italiani.

Pettorina per i cercatori e organizzazione dei consorzi: il tema dei funghi è stato oggetto di ampio dibattito, ieri, nella terza commissione del consiglio regionale. Claudio Muzio, proponente l’obbligo di pettorina rifrangente per chi vada nei boschi nella stagione autunnale, ribadisce che sarebbe una garanzia di sicurezza rispetto alla presenza dei cacciatori ma anche in caso di smarrimento del cercatore e conclude: «Auspico che il testo possa essere condiviso anche dagli altri colleghi consiglieri». Unica organizzazione formale dei cercatori, l’Unione Fungaioli Italiani (Funghi della Liguria) ribadisce però la proprio contrarietà e dice: “La soluzione al problema sicurezza deve essere modificare il calendario delle battute di caccia (quelle ai cinghiali, le più pericolose e a rischio incidenti) evitandole la domenica”. L’organizzazione ribadisce anche la propria richiesta di un “tesserino unico regionale, come già avvenuto in altre regioni”. Quanto all’organizzazione dei consorzi, Walter Ferrando, Pd, attacca il Cinque Stelle Tosi, dicendo: “Il gruppo M5S ha fatto retromarcia presentando due emendamenti che smentivano nei fatti quanto da loro stessi proposto nel disegno di legge”. In particolare, secondo gli emendamenti, la contiguità di tutto il territorio, in assenza dei proprietari di alcune porzioni, sarà da considerarsi preferibile ma non obbligatoria e ai consorzi rimarrà la possibilità di gestire i terreni “silenti” o abbandonati. “L’invio del rendiconto annuale sui proventi derivanti dalla vendita di tesserini per la raccolta funghi resterà fissata al mese di settembre come da vigente legge regionale”, conclude Tosi, sollecitando la giunta a far rispettare questi obblighi.