Conferenza metropolitana, Comuni sempre più divisi

Il sindaco Levaggi era assente per protesta

Dissenso su tutti i temi, dalle opzioni alternative alla Città metropolitana ai fondi destinati dalla legge ai nuovi enti con possibili riduzioni di personale. Assente per protesta il sindaco di Chiavari Levaggi.

Opinioni divise, dai rappresentanti dei Comuni del Levante, al termine della riunione dedicata alla città metropolitana di ieri pomeriggio, a Genova. L’unanimità è solo nel chiedere più tempo per valutare e decidere. L’assessore chiavarese Mario Maggi ha ribadito il suo no e sottolineato che l’assenza del sindaco Levaggi era voluta e polemica. Il sindaco di Casarza, Claudio Muzio, ha invece espresso scetticismo anche sugli Ambiti Territoriali Ottimali già oggi esistenti, che Marco Doria aveva proposto di potenziare. Perplesso sulla legge 135 è Giuseppe Rotunno, assessore di Recco, che nota come ci siano meno risorse per la Province che sopravvivono e di più per le città metropolitane, ma con il pericolo, secondo lui, di mettere a rischio l’autonomia dei comuni. Giuliano Vaccarezza, sindaco di Lavagna, ha ricordato che entro fine 2012 uscirà il decreto ministeriale che definirà i criteri per ridisegnare le piante organiche dei comuni, con il forte rischio che i comuni liguri risultino sopra organico e che sia necessario “rottamare personale”. Tra i pochi pronunciamenti già, almeno velatamente, orientati a favore della città metropolitana, quello di Andrea Lavarello, che si è detto rassicurato dalla definizione delle competenze ma ha anche esortato a iniziare a discutere di statuto. Esplicitamente pro Genova il consigliere regionale e presidente del consiglio comunale di Cicagna, Marco Limoncini, che dice: “Noi crediamo sia questa della Città Metropolitana una grande occasione, l’occasione di potenziare il compito che appunto le nostre piccole comunità locali oggi hanno in termine di servizi resi ai cittadini”.