Cinipide del castagno e caccia nelle aree contigue: discussione in Regione

Il consigliere regionale del Pdl Gino Garibaldi

Gino Garibaldi (Pdl) e Giacomo Conti (FdS) hanno presentato due interrogazioni sulla diffusione del cinipide del castagno. Capitolo caccia: si va verso una revisione dei confini delle aree contigue.

La diffusione del cinipide del castagno è stata oggetto di due interrogazioni, presentate in Consiglio Regionale da Gino Garibaldi del Pdl e Giacomo Conti della Federazione della Sinistra. Garibaldi ha accusato la giunta di avere sprecato 50.000 euro per uno studio che non è servito ad evitare che i parassiti infestassero le piante. Conti ha invece insistito sulla necessità di proseguire con gli interventi ed i lanci dell’insetto antagonista, sostenendo che interrompendo gli interventi adesso, il lavoro fatto finora sarebbe vanificato. Nella sua risposta, l’assessore all’agricoltura Giovanni Barbagallo ha spiegato che l’unico metodo di contrasto riconosciuto è la lotta biologica attraverso un altro insetto antagonista. “La tecnica ha tempi lunghi – ha detto l’assessore – abbiamo già fatto lanci dal 2008 in diversi comuni di tutta la Liguria ed ora dovrebbero iniziare a vedersi i primi risultati”.

In Consiglio Regionale, questa mattina, si è tornato anche a parlare della caccia nelle aree contigue ai parchi naturali. All’unanimità l’assemblea ha approvato il rinvio in commissione della mozione, primo firmatario Francesco Bruzzone della Lega Nord, che chiede la modifica dei piani dei parchi naturali regionali abrogandone le aree contigue. La Lega chiede anche una modifica della legge regionale del 1995 sul riordino delle aree protette e la possibilità di intervenire per limitare la presenza di cinghiali. Dal canto suo, l’assessore regionale all’ambiente e alla caccia Renata Briano, ha detto che per il futuro la strada da seguire è quella di rivedere, insieme al territorio, i confini delle aree contigue.