Cavalli allo stato brado, problemi nell’entroterra, ma non c’è più l’anemia

Il consigliere regionale del Pdl Gino Garibaldi

Del caso si è discusso stamattina in consiglio regionale. L’assessore Claudio Montaldo ha ammesso i problemi per l’agricoltura ma anche rivelato che da due anni non ci sono più casi di anemia infettiva.

Nel corso del consiglio regionale si è discusso anche dei cavalli bradi della Val Graveglia e della Valle Sturla, a seguito di due interrogazioni presentate da Francesco Bruzzone della Lega Nord e da Gino Garibaldi del Pdl. Entrambi hanno evidenziato i danni prodotti dagli equini all’agricoltura, Garibaldi ha anche ricordato la diffusione dell’anemia infettiva e i problemi collegati a questa malattia. Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo, ricordando i 69 mila euro stanziati dalla Regione per interventi di recinzione e di installazione di microchip. Montaldo ha garantito che grazie all’Asl 4 da due anni non si registrano casi di anemia infettiva, riconoscendo invece i problemi per l’agricoltura e annunciando una prossima riunione con tutte le associazioni interessate. “Bisogna risolvere il problema radicalmente e trovare una soluzione definitiva”, ha replicato Gino Garibaldi. Sul tema è intervenuto anche il consigliere di Liguria Viva Ezio Chiesa, proponendo d assegnare al Parco dell’Aveto il compito di predisporre un progetto per gestire la presenza dei cavalli allo stato brado. Secondo Chiesa, nelle aree gestite dal Parco dell’Aveto esisterebbero infatti gli spazi adeguati dove predisporre apposite recinzioni dove i cavalli possano trovare il loro habitat naturale.