Acqua, urge ridefinire le tariffe

Santa si è astenuta dal voto

Gli oltre 50  Comuni hanno presenti alla conferenza dell’Ato coordinata dalla Provincia di Genova sono concordi nel ribadire l’urgenza di applicare il risultato referendario del 12 e 13 giugno. Ma per Santa Margherita la mozione votata “non era chiara”.

La conferenza dell’Ato coordinata dalla Provincia di Genova, cui hanno preso parte 55 Comuni, ha ribadito l’urgenza di applicare il risultato referendario del 12 e 13 giugno scorsi che ha abrogato la remunerazione del capitale dalle tariffe idriche. “In questi mesi l’Ato ha avviato numerose iniziative e approfondimenti tecnici e giuridici d’intesa con l’associazione nazionale degli Ato e chiesto pareri anche alla Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche sulle possibilità e modalità di applicare in modo sollecito gli esiti del referendum” afferma l’assessore provinciale Paolo Perfigli ”. Ciò che occorre, secondo quanto emerso anche in conferenza, è un provvedimento governativo in attesa dell’intervento dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua recentemente istituita con legge ma non ancora costituita e operativa. La Conferenza haquindi  approvato un documento a larghissima maggioranza (3 i Comuni astenuti) che sollecita il Ministero dell’Ambiente e la Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche “ad attivarsi affinché siano assunti i necessari provvedimenti e comunque siano espressi orientamenti adeguati per attuare coerentemente gli esiti referendari.”

Ma per il Comune di Santa margherita, la mozione votata dall’Ato era “poco chiara e poco incisiva”, tanto da indurre l’amministrazione ad astenersi. “Il testo prevede che la conferenza riconsideri gli aumenti della tariffa a partire dal 2012. Riconsiderare è un verbo che si presta ad essere interpretato nei modi più diversi, mentre dobbiamo fare molta attenzione affinché il 7% di remunerazione non rientri in bolletta mascherato da tariffa” commenta l’assessore Michele Corrado presente alla seduta insieme al consigliere Vera Cattoni – siamo invece favorevoli alla proposta, avanzata da Lavagna, di prevedere una prima fascia gratuita per il consumo minimo vitale dei cittadini. Almeno per quelli più svantaggiati”.